Blog

Agriturismo in Maremma Toscana vicino al mare | Il Maestrale | Diaccia Botrona, natura bellissima e selvaggia

Vi aspettiamo all’Agriturismo in Maremma Toscana vicino al mare il Maestrale per scoprire la bellissima Riserva Naturale della Diaccia Botrona.

agriturismo in maremma toscana. il maestrale. diaccia botrona

La Diaccia Botrona: una Natura bellissima e selvaggia, rara e incontaminata, considerata ormai la vetrina di Castiglione della Pescaia, a due passi dall’Agriturismo in Maremma Toscana Il Maestrale. La Riserva Naturale di Diaccia Botrona comprende un’area naturale paludosa di 1273 ettari, che è diventata zona di valore internazionale secondo la Convenzione di Ramsar per la flora e la fauna che nasce e prospera in questo luogo.

Un Eden nascosto tra canneti e salicornia al quale è possibile accedere via terra, tramite un percorso di 16 km, oppure uno più breve, per i più pigri, di soli 2 km, o via mare con una barca. E’ consigliabile portarsi dietro una macchina fotografica oppure uno smartphone per fare foto poiché è possibile incontrare molti uccelli particolari e rari, come il fenicottero rosa o l’oca lombardella o il falco pescatore. 

E poi ancora l’oca selvatica, il cavaliere d’Italia, le gru, gli aironi cenerini e le garzette, le ghiandaie marine e i cuculi dal ciuffo, ma non solo, le labanelle reali, i beccaccini, le pettegole.

Uno dei motivi per cui la Diaccia Botrona è così importante è proprio per la varietà di uccelli che frequenta questa area della Toscana, ma non è l’unico. Qui si possono trovare anche una grande varietà di anguille, spigole, muggini e sogliole. E aguzzando la vista sulla terra ferma potrete osservare roditori e rettili, che potrebbero spaventare i meno appassionati! 

Ma le meraviglie non sono finite qui…c’è un paesaggio tutto da scoprire…

Molti secoli fa, la Diaccia Botrona era un golfo, e qui sorgevano due città stato etrusche, fin quando un tombolo di sabbia separò il golfo dal mare, creando il Lago Prile. Lago famoso, citato anche da Cicerone durante una sua arringa in difesa di Milone. Come poi ci raccontò Cicerone in una sua pubblicazione, quest’ultimo era accusato di aver ucciso Clodio che aveva occupato parte di quella che oggi è la riserva. In ricordo della vittima esiste ancora una collinetta chiamata Isola Clodia all’interno della Riserva naturale…

Il Lago Prile fu abbandonato a se stesso e si trasformò rapidamente in una palude. Una palude infestata di streghe, una presenza che uccideva con lo sguardo, con la saliva tossica e responsabile delle epidemie e delle morti in culla, come si credeva nel Medioevo. Nel corso dei secoli infatti, la zanzara anofele, fu la vera strega della palude, insieme alla malaria Debellate entrambe dai Lorena quando iniziarono nella seconda metà dell’Ottocento una grandiosa opera di bonifica, affidando i progetti all’ingegnere e matematico Leonardo Ximenes, che costruì l’ormai nota Casa Rossa.